In realtà l'Afghanistan è un crocevia
dei traffici internazionali del petrolio: nel sottosuolo dei
vicini Uzbekistan, Turkmenistan, Kazakistan, Kirghizistan e
Tagikistan si trova il 30 per cento del fabbisogno mondiale di
petrolio e gas. Questi territori però hanno un difetto, la distanza
dai mercati, ed è qui che l'Afghanistan assume un ruolo centrale.
Inoltre è anche il 1°produttore d'oppio del mondo!
L'Italia si è schierata insieme alle
potenze occidentali con l'intento di partecipare ad una "missione
di pace" inviando più di 3000 truppe nel paese afghano; ad oggi (28 giugno) le morti fra i soldati occidentali sono più di 2700 e ben 51 sono italiane.
Il finanziamento italiano della guerra
in Afganistan previsto nel 2010 è di 600 milioni di euro. Questa
cifra copre le spese (stipendio ed equipaggiamento) di 3.300 soldati,
750 mezzi terrestri tra carri armati, blindati, camion e ruspe, 30
velivoli di cui 4 caccia-bombardieri, 8 elicotteri da attacco, 4 da
sostegno al combattimento, 10 da trasporto truppe e 4 droni.
I militari sono spesso volontari, oppure vengono scelti fra le truppe presenti in Italia, e si arruolano per passione o per necessità. Per i numerosi rischi a cui vanno incontro vengono pagati abbastanza bene dallo Stato Italiano.
E' l'ora di finirla con questa storia
della missione di pace e di RITIRARE IL NOSTRO CONTINGENTE
DALL'AFGHANISTAN!
